Cip e Sky
La crescita di Riccardo Bagaini, presente e futuro dell'atletica piemonteseVersione stampabile


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Il 2019 è appena iniziato e, quello che ci apprestiamo a vivere, sarà un altro grande anno di sport per il Comitato Paralimpico Piemonte. Una delle discipline che ha visto più in crescita gli atleti piemontesi nel 2018 è sicuramente stata l'atletica leggera: Riccardo Bagaini del GSH Sempione 82 è stato uno dei grandi protagonisti della passata stagione. Per augurarvi buon anno, vi proponiamo questa intervista inedita realizzata dopo le medaglie (bronzo individuale 200 metri T47, argento staffetta 4x100 e bronzo staffetta 4x100 Universale) conquistate agli Europei di Berlino.

La tua, fin qui breve, carriera è stata sempre in crescendo, prima tra i giovani e ora tra i senior…

Credo che, semplicemente, in prospettiva  sto cercando di avere obiettivi sempre più alti per raggiungere risultati sempre più soddisfacenti che si concludano con il grande sogno paralimpico. Per farlo dovrò comportarmi come sempre, senza troppa fretta per non correre il rischio di bruciarmi. Dalle giovanili, con calma, ora sono arrivato agli assoluti in cui si respira un'aria diversa, una competitività di un altro livello, mi sto divertendo molto.

Le medaglie ottenute erano aspettate, sperate o pensavi a un risultato diverso?

Speravo di tornare a casa con qualcosa, soprattutto nella staffetta: essendo andati a medaglia lo scorso anno mi aspettavo una riconferma che, alla fine, è arrivata. Nei 200, invece, partendo dal quinto posto del ranking con soli 10 centesimi di distacco dal sesto pensavo fosse quasi impossibile farcela. Ci ho provato e ci sono riuscito, il mio obiettivo era quello di migliorarmi e cercare di fare del mio meglio per vedere dove sarei riuscito ad arrivare; nella 4x100 universale, visto che non sapevamo nemmeno se l'avremmo fatta, di tagliare il traguardo senza sbagliare nei cambi e senza farci male: alla fine è andata oltre le aspettative.

Quali sono stati i tuoi punti di forza nella gara dei 200?

Il mio allenatore Flavio Ranghino e quello della Federazione Michele Gionfriddo per un motivo molto semplice: il giorno precedente, dopo la gara dei 100, non ero soddisfatto della mia prestazione e loro hanno saputo spiegarmi i miei errori e motivarmi influenzandomi positivamente per i 200. Grazie ai loro preziosissimi consigli sono anche riuscito ad arrivare agli ultimi 30 metri con una buona riserva di energie.

Pensi di essere pronto per l'oro?

Devo essere sincero, ora come ora no: c'è ancora tanto lavoro da fare e ci sono tante cose da migliorare. L'obiettivo è comunque quello, per questo sto guardando al futuro lavorando per arrivare a quel risultato, senza tralasciare il fatto che ho compiuto 18 anni da poco.

E per le Paralimpiadi?

Quello è il sogno: passo dopo passo le sto intravedendo ma la qualificazione resta sempre difficile, nulla è scontato.

Su cosa devi migliorarti?

Sicuramente nella costanza: faccio ancora il Liceo Classico e il prossimo anno dovrò affrontare la Maturità. Resta molto difficile, allenandomi a 40 minuti da casa, conciliare studio e sport ma faccio il possibile per diventare più “atleta” e coltivare questa mentalità.

Hai dei ringraziamenti da fare?

Vorrei ringraziare i miei allenatori, tutta la squadra, la mia famiglia che mi è sempre stata vicino e il grande presidente del GSH Sempione 82 Angelo Petrulli che mi fece iniziare: è grazie a lui se sto ottenendo questi risultati e mi manca moltissimo.



06/01/2019


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