Cip e Sky
Intervista a Patrizia Saccą, neo eletta in Giunta Nazionale CIPVersione stampabile


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Le elezioni tenutesi lo scorso 24 gennaio, che hanno confermato alla Presidenza della Giunta Nazionale del Comitato Italiano Paralimpico Luca Pancalli, hanno visto il Piemonte ottenere un incarico di tutto rispetto con una delle nostre figure più rappresentative: si tratta dell'ex atleta di tennistavolo (e ora tecnico) Patrizia Saccà, eletta in rappresentanza degli Organi Territoriali. Saccà, che nella sua carriera ha conquistato un bronzo paralimpico (a Barcellona '92), 18 Titoli Nazionali ed è stata per una ventina d'anni tra le prime dieci giocatrici al mondo, è stata eletta con 53 preferenze su 55.

Cosa ti ha spinto a candidarti alla Giunta Nazionale del CIP?

Il mio lavoro, che dura dal 2000, nelle Unità Spinali e la ventennale collaborazione con il Comitato Regionale del Piemonte: è stata la Presidente Silvia Bruno a motivarmi maggiormente nel presentare la mia candidatura a livello nazionale.

Quali emozioni hai provato al momento dell'elezione?

Un grande stupore, non mi aspettavo minimamente di ricevere un consenso così ampio. La cosa che mi rende più orgogliosa è l'aver scoperto che tantissime persone hanno fiducia in me, questo significa che qualcosa di buono durante il mio percorso l'ho fatto. Provo profonda gratitudine nei confronti di tutti.

Sei stata eletta Rappresentante degli Organi Territoriali: in cosa consisterà il tuo incarico?

Quali saranno gli incarichi precisi lo scoprirò nelle riunioni che faremo a fine febbraio. Per il momento abbiamo parlato informalmente di un po' di idee che ho in mente.

Puoi anticiparci quali?

La mia volontà è quella di concentrarmi sulle Unità Spinali facendo leva sulla mia esperienza: essendo stata la prima atleta in carrozzina a portare lo sport in modo organizzato all'interno delle Unità Spinali, mi piacerebbe esserne portavoce, soprattutto in quelle realtà del Sud Italia che fanno più fatica. Il secondo progetto, più innovativo, riguarda lo Yoga: essendo la prima istruttrice in carrozzina qualificata in carrozzina d'Italia, e forse d'Europa, mi piacerebbe divulgare questa pratica che crea benessere; l'idea è quella di formare istruttori in grado di trasmettere le posizioni adattate che ho brevettato, tra cui il Saluto al Sole, e che presto dovrei pubblicare su un libro. Il progetto, chiaramente, dovrà prima essere approvato dalla Giunta, ma per questo ci sarà tempo e modo.

Che impressione ti hanno fatto i tuoi compagni di viaggio? Li conosci tutti?

Essendo al 60% atleti o ex atleti paralimpici, conosco quasi tutti: da Roberto Valori a Paola Fantato fino ad arrivare ad Alessio Sarri e Martina Caironi. Sono molto felice che la Giunta sia composta da così tante persone sportive, sarà compito di Alessio e, soprattutto, di Martina portare freschezza all'interno della nostra organizzazione.

Vuoi ringraziare qualcuno in particolare?

Vorrei ringraziare, su tutti, Luca Pancalli e Roberto Valori con cui ebbi la fortuna di condividere la bellissima esperienza di Barcellona '92, sono molto contenta di poter di nuovo lavorare con persone di questo valore dopo tanti anni. Di Luca tengo a sottolineare la grande integrità in un ruolo difficile come quello di Presidente del CIP: siamo la parte sana di questo paese ed ho sentito subito una grande energia da parte di tutto il gruppo. In più, sono personalmente soddisfatta di poter scrivere anche solo un punto o una virgola per lo sviluppo di tutto il movimento.

Un tuo augurio per questa nuova avventura...

Mi auguro che ci sia maggiore visibilità da parte dei media. Dal nuoto, tanto per fare un esempio, quest'anno sono arrivate tantissime medaglie ma i giornalisti non sono stati molto attenti. Un'altra cosa che mi preme molto è la concezione dell'atleta con disabilità come un professionista vero durante tutto l'arco della sua carriera, non solo durante le Paralimpiadi quando ha la maggiore esposizione mediatica. In parole povere, vorrei che tutto il movimento venga maggiormente riconosciuto dal mondo "della strada" in modo da portare attenzione, sponsor e risorse economiche per far crescere nuovi atleti. Qualche giorno fa, durante un mio intervento in una scuola, uno studente mi ha chiesto quale fosse il mio motto. Io gli ho risposto "So di avere una mancanza ma è molto meglio mettere in luce quello che c'è rispetto a quello che non c'è". 



01/02/2018


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