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Patrizia Saccā č d'argento nel tennistavolo ai World Master Games di TorinoVersione stampabile


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Un palmares che parla da solo: due Paralimpiadi (Barcellona 1992 e Pechino 2008) con una medaglia di bronzo, 19 titoli italiani (l'ultimo dei quali conquistato tre anni fa), dal 1987 al 2010 (anno del ritiro) presente a tutti i Campionati Europei e Mondiali e sempre tra le prime dieci nella classifica mondiale. Patrizia Saccà, regina italiana del tennistavolo, è tornata ai World Master Games di Torino, e l'ha fatto conquistando l'argento. L'abbiamo incontrata a margine del Trofeo della Mole di tennis in carrozzina, dove è stata ospite d'onore durante le premiazioni.

Una carriera fatta di tanto passato ma anche di tanto futuro, con tanti progetti in ballo. Tra questi, quello di istruttrice presso l'Unità Spinale Unipolare di Torino e la Freewhite del Sestriere, in collaborazione con Gianfranco Martin e il suo staff, di allenatrice di due giovani promesse di 13 e 16 anni e di ideatrice del progetto "Benessere psico-fisico e avviamento allo sport", in collaborazione con Panathlon e Cus, nel tentativo di favorire l'attività fisica delle persone con disabilità fisica attraverso un approccio multi-disciplinare che, oltre allo sport, includa attività quali massaggio Shiatsu e Yoga.

Ai World Master Games 2013 di Torino, Patrizia si è messa di nuovo alla prova, confessandoci di aver ricominciato "un po' per gioco e un po' per amore"; ecco i suoi pensieri, rigorosamente a ruota libera: «Dovessi trovare un titolo per il mio ritorno, sceglierei "sport e amore": è stato bello condividere l'attività sportiva e gli allenamenti in coppia con il mio compagno Alessandro Solito, impegnato nell'atletica, soprattutto perchè io sono in carrozzina mentre lui corre».

La medaglia d'argento è stata frutto di una grande forza atletica e psicologica: «Sono stata l'unica persona con disabilità iscritta ai giochi a gareggiare contro atleti normodotati, arrivando in finale vincendo tutte le partite, arrendendomi solo alle russe: loro hanno giocato in modo molto cattivo, con palle corte, molto difficili da prendere per me; ho provato a rispondere mettendola sulla velocità e sulla profondità, peccato, sarebbe potuto essere oro. Purtroppo c'erano pochi arbitri, alcune partite ce le siamo dovute arbitrare da sole».

Non solo rose e fiori, perché Patrizia non ha peli sulla lingua ed è pronta a sottolineare le cose che, secondo lei, non sono andate: «E' stato un vero peccato che i politici abbiano dato poca visibilità alla manifestazione e in più è mancata attenzione alla sezione Paralimpica: sono sicura che Tiziana Nasi sposterebbe le montagne pur di creare un settore specifico ai World Master Games invernali; nonostante tutto, a Torino è stato messo un piccolo seme in vista dei prossimi giochi in Nuova Zelanda. E' stata comunque una bella esperienza, con bellissime cerimonie, specialmente quella di chiusura al Valentino: si è respirata, eccezion fatta per la parte Paralimpica, l'atmosfera di Torino 2006 e i cittadini, come sempre, hanno accolto bene gli atleti».



26/08/2013


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