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Andreea Mogos e Consuelo Nora: le 4 medaglie piemontesi ai Mondiali di scherma in carrozzinaVersione stampabile


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Si sono conclusi domenica 12 novembre i Campionati Mondiali di scherma in carrozzina, organizzati per la prima volta in Italia, più precisamente all'Hilton Rome Airport Hotel di Roma. Lo sport piemontese si è confermato al top a livello internazionale grazie alle splendide prestazioni delle nostre due atlete Andreea Mogos e Consuelo Nora, entrambe in forza al Lamerotanti Wheelchair Fencing Club, che hanno portato a casa la bellezza di quattro medaglie: una d'oro, una d'argento e due di bronzo.

Analizzando le prestazioni di entrambe, da segnalare i successi di gruppo di Mogos (nel fioretto con Bebe Vio e Loredana Trigilia e nella sciabola con la stessa Trigilia, Marta Nocent e Rossana Pasquino) e quelli individuali di Nora. Per la prima, se nel fioretto a squadre (45-23 sulla Russia) il trionfo era quantomeno auspicabile (il bronzo a Rio è ancora impresso nella memoria collettiva), meno banale è stato l'argento nella sciabola a squadre contro le fortissime ucraine (Azzurre sconfitte in finale per 45-31); nelle gare individuali categoria A, Andreea è stata sconfitta ai quarti nel fioretto (15-12 dall'ungherese Krajnyak, diventata poi Campionessa Mondiale) e agli ottavi nella sciabola (15-14 dalla russa Sycheva). Per Consuelo Nora, alla prima convocazione ufficiale in nazionale, prestazioni da incorniciare con un doppio bronzo nel fioretto e nella spada categoria C.

Ecco le interviste alle due campionesse.

ANDREEA MOGOS 

Quali emozioni hai provato per la medaglia d'oro?
E' stata una settimana intensissima e le emozioni, di conseguenza, sono state tantissime: inizialmente ero un po' in ansia, con il cuore che mi usciva dal petto, perché su di noi c'erano tante aspettative. L'obiettivo minimo era quello di confermare il bronzo di Rio; dopo la vittoria in Coppa del Mondo di febbraio, invece, è arrivato un altro oro, non potevamo chiedere di meglio. Volevamo far bene, soprattutto, perché avevamo la possibilità di gareggiare di fronte al nostro pubblico, che ci ha dato una spinta in più. Stiamo migliorando come squadra, siamo molto forti, se una va sotto recupera l'altra e ci completiamo insieme facendo un buon lavoro; questo anche perché siamo amiche al di fuori della scherma e anche i risultati sono dalle nostra parte.

Vi aspettavate l'oro?
In semifinale abbiamo battuto Hong Kong, la squadra che avevamo battuto a Rio per il bronzo; in finale, invece, ci aspettavamo di incontrare l'Ungheria (comunque battuta dall'Italia in Coppa del Mondo, ndr) ma alla fine si è qualificata la Russia, con cui abbiamo vinto molto bene. Come spesso mi accade in gara, purtroppo, ho sentito tantissimo la tensione dovuta alla troppa voglia di far bene: nei minuti decisivi, comunque, tutte e tre abbiamo fatto il nostro lavoro, rimontando il leggero svantaggio iniziale e tenendo a distanza le avversarie fino alla fine, in scioltezza.

L'argento nella sciabola è un ottimo risultato o potevate ambire a qualcosa in più?
È un bel risultato perché si trattava della prima gara a squadre di sciabola in un Campionato Mondiale. La nostra speranza era quella di bissare almeno il bronzo ottenuto in Coppa del Mondo lo scorso luglio: l'argento ha un valore altissimo perché l'Ucraina è una squadra fortissima, sia fisicamente che tecnicamente. Lavoreremo sodo, comunque, per poter battere anche loro nelle prossime competizioni, non ci faremo buttare giù dalla sconfitta in finale.

Sei delusa dai risultati delle gare individuali?
Nel fioretto per un soffio non sono arrivata in semifinale, perdendo contro la futura Campionessa Mondiale: non è andata benissimo ma ho la consapevolezza di aver dato il mio meglio. Per quanto riguarda la sciabola il discorso è un po' diverso: speravo di salire sul podio ma non sono stata all'altezza della situazione, subendo un brutto ko agli ottavi che ha notevolmente influito sul mio morale. Subito dopo l'eliminazione mi sono chiusa in stanza e non volevo parlare con nessuno. Le motivazioni? Tecnicamente e fisicamente ero pronta, credo che sia stato un fattore psicologico: mi sentivo bloccata e non sono riuscita a tirare come avrei voluto.

Quali saranno i tuoi prossimi impegni?
In questo finale di 2017 mi riposerò, dopodiché inizierò a pensare alla prossima gara, valevole per la Coppa del Mondo, in programma a febbraio a Eger in Ungheria. Il mio obiettivo principale, per il prossimo anno, sarà quello di arrivare più in alto possibile, soprattutto a livello individuale. Nel frattempo cercherò di migliorare nella determinazione e nella convinzione nei miei mezzi. A proposito, vi svelo un aneddoto: Bebe, scherzando, mi ha detto che durante il prossimo raduno mi darà qualche lezione di urli!

Vuoi ringraziare qualcuno in modo particolare?
Certamente! Ringrazio i miei maestri Alessio Bonino e Andrea Pontillo e tutto lo staff che ci ha seguito durante questi Mondiali: dai Ct Simone Vanni e Marco Ciari a tutti i dottori, preparatori e sparring.

CONSUELO NORA

Due medaglie iridate alla prima convocazione in Nazionale, che emozioni hai provato?
Tantissime! La più grande quando ho saputo della convocazione: pur avendo già partecipato agli Europei di Casale Monferrato, dove avevo ottenuto un argento nel fioretto e un bronzo nella spada iscrivendomi per mio conto, la soddisfazione non è paragonabile. Durante i Mondiali, il momento più emozionante l'ho vissuto durante gli ottavi di finale di fioretto contro la russa Gladilina, quando negli ultimi trenta secondi sono riuscita a rimontare uno svantaggio di tre punti vincendo con il punteggio finale di 15-14. Non posso non citare, infine, la sensazione provata nel salire sul podio a Roma, in casa nostra.

I risultati sono stati in linea con le tue aspettative?
L'obiettivo era quello di fare il mio meglio, con la speranza di salire su uno dei tre gradini del podio, ancora meglio se su quello più alto. Sapevo che sarebbe stato difficile: l'esperienza internazionale delle mie avversarie, lo ammetto, mi ha spaventato un po' ma, nonostante tutto, sono ampiamente soddisfatta perché so di aver dato davvero il massimo ad ogni assalto. Per i prossimi appuntamenti c'è la voglia di fare sempre meglio, accompagnata dalla consapevolezza e dalla speranza di poter arrivare anche sul gradino più alto. A livello psicologico patisco un po' di più il fioretto: i risultati sono stati tuttavia simili perché ho avuto la “fortuna” di essere stata eliminata in entrambe le occasioni da quella che si è poi rivelata essere la Campionessa Mondiale, la russa Ovsyannikova. Il podio di entrambe le specialità è stato praticamente identico.

Cosa pensi di dover migliorare per le sfide future?
Devo sicuramente migliorare nella gestione della tensione e dell'ansia agonistica durante questi grandi eventi internazionali; qualcosa si può fare anche a livello tecnico ma, non finendo mai di allenarsi, ci sarà tempo e modo di farlo. Cosa ho imparato dalla partecipazione ai Mondiali? Ho acquisito consapevolezza su cosa sono in grado di fare le mie avversarie e su quello che può fare la sottoscritta: in Italia ci sono pochissime atlete di categoria C e quindi devo abituarmi a competizioni come queste che richiedono ritmi molto più serrati e che hanno una partecipazione molto più elevata. Le gare all'interno del territorio nazionale non sono paragonabili né come durata né come tecnica: a Roma, in due giorni non ho avuto mai un attimo di pausa.

Vuoi ringraziare qualcuno?
Senza il mio maestro Andrea Pontillo e la mia preparatrice Elena Malavasi, ovviamente, non sarei mai arrivata dove sono oggi, quindi devo ringraziare loro e tutto il gruppo delle Lamerotanti Wheelchair Fencing Club che mi ha permesso di arrivare in Nazionale prima e alle medaglie poi. Poi ovviamente ringrazio il Ct per avermi convocato, la mia famiglia e i miei responsabili lavorativi che mi hanno permesso di partecipare. Prima di essere atleti siamo persone normali con un lavoro e una vita oltre lo sport, non possiamo dimenticarlo.

I tuoi obiettivi per il 2018?
Prima di tutto vorrei qualificarmi per i Campionati Italiani anche se l'obiettivo principale per il 2018 sarà quello di essere convocata di nuovo in Nazionale per partecipare agli Europei. Anche in questo caso molto dipenderà dal numero di atlete che parteciperanno: io resto a disposizione ma non do mai niente per scontato, la speranza è quella di trovare avversarie nuove in grado di far crescere, sia numericamente che qualitativamente, la categoria C: più siamo e più ci divertiamo! 



20/11/2017


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