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La consapevolezza di Marco: «Sarebbe bello arrivare in finale nei 100 rana»Versione stampabile


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Terzo appuntamento con le interviste agli atleti piemontesi in partenza per le Paralimpiadi di Rio de Janeiro, in programma dal 7 al 18 settembre. Oggi è la volta di Marco Dolfin, 35 anni, nuotatore torinese in forza alla società Briantea '84 Cantù: impegnato nelle batterie dei 50 e 400 stile libero, dei 100 rana e dei 200 misti, Marco (all'esordio paralimpico, ndr) è consapevole della concorrenza degli avversari ma sa che potrà sfruttare eventuali occasioni che gli si presenteranno.

Quali sono le tue aspettative?

Quello di partecipare alle Paralimpiadi era un obiettivo a lungo termine che mi ero posto e sono felicissimo di averlo raggiunto, ho sfruttato nel migliore dei modi l'occasione degli Europei (bronzo nei 100 rana). Sarebbe bello coronare i miei sforzi arrivando in finale nei 100 rana, la mia specialità: la concorrenza sarà agguerrita, ma non ci sono tantissime gare a disposizione e dovrò vedere in che condizione arriveranno gli avversari; per tutto il resto avrò tempo dopo. Dal punto di vista organizzativo non ho aspettative particolari, mi lascerò stupire dall'atmosfera brasiliana.

E le tue emozioni a pochi giorni dall'inizio dei giochi?

Sto provando belle sensazioni perché rispecchiano gli obiettivi di una vita, il segreto è mettersi in gioco qualsiasi cosa succeda, consapevoli di poter vivere grandi soddisfazioni o grandi delusioni: è la mia prima partecipazione ad un evento di questa portata, vediamo cosa mi aspetta.

Come ti stai preparando?

Ho fatto una preparazione un po' particolare, iniziata i primi di luglio: svolgendo altre attività ho dovuto prendere una pausa lavorativa sfruttando ferie e aspettativa. Il ritmo è stato particolarmente intenso, caratterizzato da 12 allenamenti a settimana, 9 in piscina più tre in palestra. Purtroppo, vista la lontananza dalla mia squadra e dal mio allenatore Alessandro Pezzani, mi sono allenato da solo a Torino; grazie ad un GPS, comunque, è stato possibile inviare dati e prestazioni in tempo reale. Ringrazio, per la disponibilità e l'attenzione, il Responsabile Master del Centro Sisport Nunzio di Stefano che mi ha dato le giuste motivazioni nonostante la solitudine.

Qual è il clima all'interno della squadra di nuoto?

Il clima è molto positivo, anche se ognuno vive l'attesa in modo diverso. La squadra, in ogni caso, è competitiva, rispetto a Londra 2012 siamo quasi raddoppiati, segno che se si lavora bene il tornaconto è sempre positivo.

Con chi andrai a Rio?

Con buona parte della mia famiglia e mio fratello Alberto, giornalista sportivo, a farci da guida visto che ha già seguito le Olimpiadi ad agosto.  



01/09/2016


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