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Roberto La Barbera e Riccardo Bagaini: passato, presente e futuro dell'atleticaVersione stampabile


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Passato, presente e futuro dell'atletica paralimpica si sono incrociati, la scorsa settimana, durante i Campionati Europei di Grosseto. Roberto La Barbera (GSH Pegaso Asti) e Riccardo Bagaini (GSH Sempione '82) il più "anziano" (almeno in termini anagrafici) della spedizione azzurra e il più giovane in assoluto dell'intera competizione, portabandiera dell'Italia. Due generazioni di atleti che si incontrano, accomunate da caratteristiche come l'ambizione e la fame di vittorie, nonché da stima reciproca, come confermato dalle nostre interviste.

Roberto La Barbera

Roberto, una medaglia è arrivata (nella staffetta 4x100), l'altra l'hai solo sfiorata (nella sua specialità, il salto in lungo ndr), sei soddisfatto al 100%?

Sono molto soddisfatto anche per la gara nel salto: nonostante il 4° posto finale ho fatto, forse, la mia miglior prestazione di sempre a livello tecnico: sono riuscito a fare dei salti molto lunghi staccando, purtroppo, fuori dall'area di battuta. Ho avuto delle difficoltà ad adattarmi alla nuova protesi arrivata solamente qualche giorno prima degli Europei, difficoltà che mi hanno portato ad avere qualche problema in fase di rincorsa; di solito ci vanno almeno una ventina di giorni prima di prendere definitivamente confidenza con il piede nuovo. Dobbiamo considerare, comunque, che i migliori saltatori al mondo sono europei: basta pensare ad atleti come i tedeschi Markus Rehm e Felix Streng o l'olandese Ronald Hertog, si trattava a tutti gli effetti di una finale Mondiale. Per quanto riguarda la staffetta c'è poco da dire: abbiamo abbassato di un secondo e mezzo il record italiano, devo solamente ringraziare i miei compagni di squadra.

Quali sono le tue sensazioni per Rio?

È bastato qualche allenamento in più per adattarmi completamente alle caratteristiche della nuova protesi; il mio obiettivo è quello di fare una grande gara nel salto in lungo, se non sbaglio niente sono competitivo a livello mondiale: dovrò stabilizzarmi su una misura alta e lottare con me stesso per non commettere errori. A parte l'oro, praticamente già vinto da un Rehm capace di saltare oltre gli 8 metri, le altre medaglie ce le giochiamo alla pari.

E per l'atetica italiana in generale?

Siamo un gruppo fantastico, forte e unito: basta pensare alle 13 medaglie vinte agli Europei, ad atleti di livello mondiale come Assunta Legnante, Martina Caironi e Oxana Corso; penso che le ragazze siano particolarmente competitive. Ho fatto tante gare internazionali con la Nazionale ma mai come quest'anno ho visto un gruppo così affiatato.

Sei un veterano con la passione e la grinta di un ragazzino, cosa diresti ad un giovane con disabilità che volesse avvicinarsi all'atletica?

Gli direi che non deve essere obbligato, deve farla solo se ha, davvero, lo sport nel cuore. Con questa premessa voglio dire che non c'è nessun problema, che nel nostro mondo ci sono autentici fenomeni con qualunque tipo di disabilità. Se hanno voglia, basta chiamare la federazione e iniziare, le possibilità non mancano.

A proposito, insieme a te intervisteremo anche Riccardo Bagaini, portabandiera azzurro e atleta più giovane dell'intera manifestazione...

Lui è un grande, è già fortissimo e sono convinto che abbia tutte le carte in regola per diventare un punto fermo della Nazionale. Un po' mi rivedo in lui per l'umiltà e la fame di vittorie...

Riccardo Bagaini

Riccardo, partiamo dall'inizio: eri l'atleta più giovane degli Europei e sei stato portabandiera della Nazionale, che emozioni hai provato?

È stata una grande emozione, di quelle che si ricorderanno per tutta la vita: essere portabandiera, giocando in casa, una cosa indescrivibile, uno stimolo perché ho capito che la Nazionale crede davvero in me. Credo di aver interpretato il ruolo nel miglior modo possibile, resterò nella storia.

Un commento sulle tue prestazioni...

Non sono arrivate medaglie ma ho abbassato di 1 secondo il mio record personale sui 400 metri. Sui 200 metri, ho sbagliato due o tre cosette, potevo fare sicuramente meglio ma sono comunque soddisfatto per essere arrivato in una finale europea così importante. Colgo l'occasione per ringraziare il mio allenatore Flavio Ranghino per tutto, il Presidente del GSH Sempione '82 Angelo Petrulli che mi ha sempre seguito e tutta la Nazionale, partendo dal Presidente della FISPES Sandrino Porru.

Quali sono i tuoi obiettivi sportivi, presenti e futuri?

Nell'immediato parteciperò ai Campionati Italiani Assoluti a Rieti cercando di portare a casa qualche titolo nazionale; potrei avere anche qualche speranza di essere convocato per Rio come riserva nella staffetta 4x100, dipende tutto dalle squadre che rinunceranno o verranno escluse dalle Paralimpiadi permettendo la partecipazione dell'Italia. L'anno prossimo, invece, ci saranno i Mondiali Assoluti di Londra e quelli Giovanili di Notwill. L'obiettivo principale, quello da centrare a tutti i costi, è la qualificazione alle Paralimpiadi di Tokyo 2020.

Abbiamo intervistato anche Roberto La Barbera, che ha speso per te parole importanti di stima e affetto, cosa gli vorresti dire?

Roberto è stata la prima persona che ho conosciuto da quando ho iniziato con l'atletica: si è avvicinato a me fin da subito dandomi preziosi consigli. Durante questi Europei ci siamo avvicinati ancora di più: lui è molto bravo e premuroso con i giovani, un modello da seguire per la mia carriera.



25/06/2016


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